Sagra della Porchetta

Il sindaco di Ariccia in carica nel 1950 decise di promuovere l’usanza dei porchettari del vendere la porchetta al banco, abbigliati nei costumi tradizionali di Ariccia.

Il Comune diede così il permesso di celebrare ogni anno la prima domenica di settembre la “Sagra della Porchetta”, per mettere ancora più in risalto un prodotto la cui fama aveva già da tempo varcato i confini locali.

Gli annali dell’epoca descrivono una festa paesana, semplice, dai tratti neorealistici, dove la gente vestita a festa passeggiava al suono delle canzoni popolari, gustando la porchetta al cartoccio annaffiata con dell’onesta Romanella.

Inizialmente la sagra era dedicata “alla Porchetta e al Pane casareccio” e serviva per mettere in mostra tutta l’abilità dei porchettari ariccini nella trasformazione dei maialini femmine in porchette in base a tecniche segrete di speziatura, legatura, cottura e raffreddamento tramandate di generazione in generazione.

Dal 2011 il disciplinare ha uniformato le tecniche di lavorazione dei prodotti che rientrano nella categoria IGP, ma non ha potuto cancellare le tradizioni artigianali familiari che rendono la Porchetta di Ariccia unica al mondo.

La Sagra si svolge ancora oggi nella suggestiva cornice barocca della Piazza di Corte, riempita di artigiani, musicisti e figuranti in costume storico che assistono al lancio dei panini dal carro, preso d’assalto dai turisti ingolositi che arrivano da ogni angolo d’Italia.

La stessa atmosfera che ispirò Carlo Emilio Gadda, il quale descrisse la sagra lasciando intendere di quali aromi si riempisse la piazza: carne fine e saporita di rosmarino e patate novelle al forno.

Oggi, oltre alla festa di piazza, è ormai consuetidine festeggiare anche comodamente seduti nelle Fraschette di Ariccia, tralasciando un pò l'anima della festa popolare, in favore della comodità.